WordReference.com - Dizionario della Lingua Italiana © 2012 Le Monnier:
grande ‹gràn·de› agg. (davanti a voc. può subire l’elisione: un grand’emporio, un grand’ostacolo; davanti a cons., e talvolta anche davanti a s e z, può subire il troncamento: un gran fannullone, una gran zizzania)
- Che supera i valori o le dimensioni o le proporzioni consuete: un g. ingegno una g. montagna un gran palazzo part., in rapporto all’estensione, nello spazio e nel tempo: è un gran tempo che non ci si vede la città ha avuto un g. sviluppo alla quantità: g. guadagni gran folla all’intensità: un gran frastuono alla qualità: un g. spettacolo all’importanza: una g. azienda
Il gran giorno, quello d’un avvenimento importante
Gran cosa o gran che, motivo di ammirazione o considerazione (quasi sempre in espressioni iron.): lo spettacolo non m’è sembrato gran cosa. - Di persona di meriti eccezionali: un g. capitano un g. scienziato
Sublime, potente: render g. il proprio nome una g. potenza
Socialmente o gerarchicamente in alto: il gran mondo grand’ammiraglio
Fare il g., atteggiarsi a gran signore
Farsi g. di (o per) qcs., vantarsene. - Di statura assai sviluppata: un ragazzo g. e grosso
fam. Adulto: ha tre figli già g. - Maggiore o massimo: il Canal G. procedere a g. velocità.
- Suscettibile di una determinazione quantitativa: quanto è g. la sala?
- Come s.m., ‘grandezza’ (per lo più in senso fig.): un comportamento che ha del grande
In g., a un livello notevolmente maggiore del consueto: riprodurre in g. commerciare in g.
Alla g., fastosamente, senza risparmio.
'a grandi tratti' si trova anche in questi elementi: